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Benvenuti nel sito ufficiale della Provincia Napoletana dei Carmelitani!
Solennità della Madonna del Carmine, 16 luglio 2017

 

Nella sequenza o canto del Flos Carmeli, che i carmelitani da secoli rivolgono alla Madonna, è racchiuso tutto il patrimonio di fiducia e amore dei fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Maria è il fiore del Carmelo, vite fiorita e splendore del cielo, dice il canto. In una terra pre-desertica, qual è il territorio israeliano, l’estesa altura del Monte Carmelo, con la sua coltura  lussureggiante e bellezza è configurata a Maria: fiore, vite che fiorisce, cielo terso e splendente, e stella del mare conclude il canto. Perché il Monte Carmelo si affaccia sul Mare Mediterraneo. Stella Maris in latino, in ebraico e in arabo è la scritta della via che dal mare, in una chilometrica salita, conduce al Monte Carmelo. La realtà geografica del Carmelo, la sua fioritura, la sua bellezza è figura della Madonna, tanto che il Cantico dei Cantici, nell’elogiare la bellezza della sposa, dice:”Il tuo capo è come il Carmelo”. Questa espressione è riportata alla Madonna nella liturgia della festività.

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Novena del Carmine, nono giorno: La famiglia carmelitana

 

“Tutte le persone e gruppi istituzionali e non, che si ispirano alla regola di S. Alberto, alla sua tradizione e ai valori espressi nella spiritualità carmelitana, costituiscono oggi, nella chiesa, la Famiglia Carmelitana. Tali siamo noi frati carmelitani e i nostri confratelli della riforma teresiana, le monache dell’uno e dell’altro ramo, le congregazioni religiose aggregate, i Terz’Ordini secolari, gli istituti secolari, gli associati all’Ordine e quei movimenti che, pur non facendone parte giuridica, cercano ispirazioni e sostengo dalla sua spiritualità, e parimenti ogni uomo e donna attratti dai valori vissuti nel Carmelo”. 

Così le nostre costituzioni, in sintesi, esprimono l’appartenenza alla famiglia carmelitana: mediante l’adesione all’eredità spirituale dei carmelitani, mediante le varie forme di indossare lo scapolare, mediante l’adesione al patrimonio di valori spirituali del Carmelo.  

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Novena del Carmine, ottavo giorno: La Madonna del Carmine e lo scapolare

 

Per noi carmelitani, che nutriamo l’amore e la devozione per Maria, non possiamo parlare di lei senza intrattenerci sul dono dello Scapolare, con cui ci ha dato di rivestirci di lei, di sentirci “fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, come siamo denominati.

Prima dell’apparizione di Maria e il suo dono dello Scapolare, i frati che erano sul Monte Carmelo celebravano la festa dell’Annunciazione di Maria. La Madonna che era in ascolto della Parola e mediante l’angelo si fa serva della Parola, era modello di vita e di intimità divina per i carmelitani. Maria si è fatta la serva del Signore per il disegno di Dio su di lei. Nell’ascolto e adesione alla Parola  si nutre la fede. La spiritualità carmelitana si nutriva, nella fede,  nel leggere, meditare e pregare incessantemente notte e giorno, dice la regola, la Parola del Signore e aggiunge:”Tutto quello che fate, fatelo sulla Parola del Signore”, inoltre:”La Parola di Dio dimori abbondantemente nel vostro cuore e sulla vostre labbra”. Maria lo ha espresso facendosi serva della Parola e inneggiando con il cantico del Magnificat al Suo Signore, inanellando passi biblici. 

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Novena del Carmine, settimo giorno: Il culto e la devozione a Maria

 

Il culto alla Madonna va inserito ed espresso, nel disegno di Dio Padre, nella partecipazione di Maria alla storia della salvezza, operata per noi da Cristo Gesù. 

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Novena del Carmine, sesto giorno: Elia profeta modello di vita in Dio

 

Il Monte Carmelo e i carmelitani sono strettamente legati e collegati alla vita e allo spirito profetico  di Elia. Il cui motto: “Zelo zelatus sum pro Domino Deo exercituum”. Ardo di zelo per il Signore Dio. Esprime il rapporto vivo e operativo per il Signore suo Dio.

Elia svolse la sua missione profetica per ricostruire l’alleanza di Dio con il suo popolo, distrutta dal re Acab, l’unto del Signore  Dio in Israele. Più attento al potere temporale, che strumento nelle mani di Dio per promuovere l’alleanza con il suo popolo. Il re Acab contrasse matrimonio con Gezabele, figlia del potente re Assiro, che aveva introdotto in Israele il culto di Baal.  Elia svolgeva la sua missione sul Monte Carmelo, riunendo attorno a se uomini di Dio, chiamati figli dei profeti. Tanto da essere identificati con loro quanti vivevano da eremiti, alla presenza di Dio, lungo i secoli. Non si può parlare di Elia senza identificarlo con la sua presenza, la sua missione esercitata sul Monte Carmelo. Direi allo stesso modo di Gesù , identificato come il Nazareno. Lo spirito profetico di Elia ha attraversato i secoli, tanto da avere seguaci, figli di profeti ed eremiti che attendevano all’esercizio di vita in Dio, nel vivere e operare, sul suo modello, alla presenza di Dio.  

I primi carmelitani erano eremiti, monaci, che vivevano presso le grotte e la fonte di Elia, seguendo le sue orme e il suo modello di vita: essere e operare alla presenza del Dio vivente. 

Nel libro dei re, che racconta la storia dei re di Israele e delle loro vicende religiose e politiche , la figura del profeta Elia irrompe improvvisamente, presentandosi avanti al re Acab e affermando in modo perentorio:”Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non vi sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io”.

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Mercoledì 23 Ago 2017
Oggi non ci sono ricorrenze!