Login



 42 visitatori online
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi179
mod_vvisit_counterIeri242
mod_vvisit_counterQuesta settimana179
mod_vvisit_counterQuesto mese4688
mod_vvisit_counterTutti603625

Webmaster:
SiteGround web hosting www.schirone.it
Benvenuti nel sito ufficiale della Provincia Napoletana dei Carmelitani!
Novena del Carmine, sesto giorno: Elia profeta modello di vita in Dio

 

Il Monte Carmelo e i carmelitani sono strettamente legati e collegati alla vita e allo spirito profetico  di Elia. Il cui motto: “Zelo zelatus sum pro Domino Deo exercituum”. Ardo di zelo per il Signore Dio. Esprime il rapporto vivo e operativo per il Signore suo Dio.

Elia svolse la sua missione profetica per ricostruire l’alleanza di Dio con il suo popolo, distrutta dal re Acab, l’unto del Signore  Dio in Israele. Più attento al potere temporale, che strumento nelle mani di Dio per promuovere l’alleanza con il suo popolo. Il re Acab contrasse matrimonio con Gezabele, figlia del potente re Assiro, che aveva introdotto in Israele il culto di Baal.  Elia svolgeva la sua missione sul Monte Carmelo, riunendo attorno a se uomini di Dio, chiamati figli dei profeti. Tanto da essere identificati con loro quanti vivevano da eremiti, alla presenza di Dio, lungo i secoli. Non si può parlare di Elia senza identificarlo con la sua presenza, la sua missione esercitata sul Monte Carmelo. Direi allo stesso modo di Gesù , identificato come il Nazareno. Lo spirito profetico di Elia ha attraversato i secoli, tanto da avere seguaci, figli di profeti ed eremiti che attendevano all’esercizio di vita in Dio, nel vivere e operare, sul suo modello, alla presenza di Dio.  

I primi carmelitani erano eremiti, monaci, che vivevano presso le grotte e la fonte di Elia, seguendo le sue orme e il suo modello di vita: essere e operare alla presenza del Dio vivente. 

Nel libro dei re, che racconta la storia dei re di Israele e delle loro vicende religiose e politiche , la figura del profeta Elia irrompe improvvisamente, presentandosi avanti al re Acab e affermando in modo perentorio:”Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non vi sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io”.

Leggi tutto...
 
Novena del Carmine, quinto giorno: Maria nel cenacolo convoca fratelli e sorelle, apostoli e discepo

 

I carmelitani, nell’erigere il primo monastero sul Monte Carmelo presso la fonte di Elia, si sono richiamati al cenacolo di Gerusalemme, mettendo al centro delle loro celle l’oratorio, così chiamandolo a modo del cenacolo. L’oratorio è stato il luogo del convenire dei frati, il luogo dello spezzare il pane, il luogo della preghiera comune, il luogo dell’ascolto della Parola, il luogo ove attorniarsi a Maria, chiamata Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e Stella Maris. Infatti la lunga strada che si inerpica da Haifa al Monte Carmelo si chiama Via Stella Maris e la scritta è in latino, in ebraico e in arabo. Stella Maris perche dal Monte Carmelo è sottostante il mare mediterraneo e Maria è figura di faro, stella per i naviganti.  

Perché l’oratorio è stato il richiamo al Cenacolo? Per un duplice motivo. I carmelitani per il loro stile di vita si sono rifatti alla comunità primitiva di Gerusalemme, descritta nel capitolo secondo degli Atti degli Apostoli, ove erano un cuor solo e un’anima sola, erano assidui nella preghiera, nell’insegnamento degli apostoli e avevano tutto in comune, nell’attenzione ai bisogni di ciascuno ecc. ecc. Il secondo motivo è stato perché Maria, dopo l’ascensione di Gesù al cielo raccolse fratelli e sorelle, discepoli e apostoli nel cenacolo. Raccolti in preghiera nell’attesa della discesa dello Spirito Santo. Maria in quel contesto è stata la madre della chiesa. Lei ha raccolto attorno a se la chiesa nascente e in quei dieci giorni che hanno preceduto la pentecoste, si sono intrattenuti a parlare di Gesù, di quanto aveva loro lasciato in eredità e avrebbero trasmesso a tutte le genti, andando per il mondo a evangelizzare. Il primo grande quadro della Madonna del Carmine è nel Museo Nazionale di Cipro, prima comunità carmelitana in Europa, ove lei è raffigurata avente un grande mantello entro cui raccoglie i tanti figli e fratelli del Monte Carmelo. In Cipro fu eretto il primo monastero fuori dalla Palestina. 

Leggi tutto...
 
Novena del Carmine, quarto giorno: Maria modello di vita in Cristo

 

Maria ha dato alla luce il Figlio di Dio incarnato, ed è la madre di Dio, pur facente parte della nostra umanità. Gesù, disceso dal cielo e incarnato nel seno della Vergine Maria, è divenuto fratello tra fratelli. Anche lui ha avuto, come tutti noi, una madre. Questa ci è stata donata, da Cristo stesso, sull’altare della croce. Oltre il dono della sua vita, prima del “consummatum est”, del tutto è compiuto, Cristo Gesù ha donato a noi quanto gli rimaneva: sua madre, posta in quel momento ai piedi della croce, nell’atroce contemplazione del figlio morente. 

Tutto il percorso di Maria è stato un attendere totalmente al figlio che il Padre gli ha dato di generare e custodire. Per lei non è stato un percorso facile di madre. All’annunzio dell’angelo era promessa sposa a Giuseppe e, affidandosi completamente al suo Signore, non ha condiviso con Giuseppe la sua maternità per opera dello Spirito Santo. Ha lasciato che Giuseppe, vedendola gravida, pensasse di ripudiarla in segreto. Dio stesso, cui Maria si era totalmente affidata, ha provveduto a inviare l’angelo e dirgli che quanto avvenuto in lei era opera dello Spirito Santo. 

Leggi tutto...
 
Novena del carmine, terzo giorno: Visita di Maria a Elisabetta e il Cantico del Magnificat

 

Verso Maria abbiamo un sentimento di amore come per una madre, perché dalla nascita a Betlemme e fin sotto la croce, Maria è stata attenta a condividere la sorte del Figlio. In Lei si evidenzia un istinto materno di attenzione e dedizione verso Cristo Gesù, nel condividere la sua missione, tanto da seguirlo di nascosto. Questa attenzione e dedizione l’ha estesa esemplarmente a tutti noi, per riversarla sulla condizione di ogni uomo. Ricordiamo quanto avvenuto in Cana di Galilea. Solo la sua sensibilità e attenzione materna ha intravisto la possibile mortificazione degli sposi, nel dover constatare che non vi era più il vino che “rallegra il cuore dell’uomo” come dice la scrittura . E in quel contesto arcaico il vino era elemento sostanziale nel favorire la gioia conviviale.  

La sua premura verso le persone, la sua attenzione e dedizione, l’ha portata da sua cugina Elisabetta che attendeva la nascita di Giovanni, il precursore del Messia, a condividere il peso della sua attesa materna. Del gesto di Maria, della sua premura, la stessa Elisabetta ha avuto modo di apprezzare:”A che debbo che la madre del mio Signore venga da me”? 

Leggi tutto...
 
Novena del Carmine, secondo giorno: Maria serva della Parola

 

Il cuore della spiritualità carmelitana è: “meditare notte e giorno la parola del Signore ed essere perseveranti nella preghiera”, come afferma la regola di vita. 

Come è possibile meditare e pregare notte e giorno? La nostra regola vuole impegnarci a essere in Dio, a vivere in Dio, facendo risuonare dentro la Parola, il suo volere, il suo disegno su di noi, per viverla e testimoniarla, rendendo ragione dell’azione dello spirito di Dio in noi. 

E’ il vivere alla presenza di Dio, sul modello di Elia che di fronte al Re Acab, che aveva permesso alla moglie di portare in Israele, nel popolo di Dio, il culto di Baal, sentenziò: “Viva Dio alla cui presenza io sto”, e profetizzò che in Israele ci sarebbe stata, per punizione divina, una dura carestia. 

Di questo modello eliano di vita carmelitana: “essere alla presenza di Dio”, anche nell’operare e nelle relazioni umane, i frati carmelitani hanno visto in Maria la maestra e la modella nel vivere il disegno di Dio su di loro.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 9 di 69


Calendario Carmelitano


Lunedì 22 Gen 2018
Oggi non ci sono ricorrenze!