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Maria del Carmelo e la città di Palmi.

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PALMI - I palmesi si sentono figli prediletti di Maria del Carmelo, Maria è la madre che ha salvato i suoi figli il 16 novembre del 1894 dal terribile flagello del terremoto che ha distrutto Palmi.

Dal 31 ottobre al 16 novembre l’immagine di Maria cominciò a muovere gli occhi come donna che sveniva, mentre il volto si scoloriva e le mura si bagnavano,dagli occhi della Vergine scendevano lacrime. Questo prodigio riconosciuto dalla Chiesa si è verificato  per sedici giorni, quando portata di corsa in processione ,il terremoto distrusse Palmi.

Il Santuario è un punto di riferimento per il palmese,  per pregare con il silenzio  del cuore.

In qualsiasi ora si reca al Santuario per confidare a  Maria  le sue gioie e  i suoi dolori. La madre amorosa accoglie, consola  e guida i suoi figli verso Gesù. La Casa di Maria è sempre aperta.

Il 6 luglio Maria, dall’altare maggiore è scesa in mezzo al popolo accolta dal canto del Magnificat.

Il 7 luglio inizio della novena alla quale hanno partecipato tutte le realtà del Santuario: il terz’ordine, la congrega e tutta la grande famiglia carmelitana  che operano per la vigna del Signore.

Le celebrazioni sono state presiedute nelle diverse sere dai sacerdoti della diocesi  don Nino Larocca, Superiore della Piccola Opera di Maria, Regina dei cuori , comunità nascente nella Diocesi di Palmi con sede a Rizziconi, don Giuseppe Mammolenti, don Emilio Sponton, don Antonio Colosimo,sacerdoti che appartengono alla stessa  comunità di Maria, Regina dei cuori ,padre Giorgio Tassone provinciale regionale francescano, don Domenico Loiaconi, vice parroco della Concattedrale e monsignor Silvio Mesiti. Nelle omelie i sacerdoti si sono soffermati sulla spiritualità carmelitana, sottolineando come la preghiera è il segno distintivo dell’ essere carmelitani.

La sera del 14 la famiglia carmelitana si è riunita in un conviviale di fraternità gioiosa nel giardino del convento tra cibi gustosi e karaoke.

Il 15 nel Santuario ha avuto luogo il Concerto d’estate per coro, orchestra e solisti. Il Coro Euterpe con l’orchestra e solisti ha eseguito magistralmente i Vespri solenni K339 di Mozart,  è stato un momento di ascolto e di intensa preghiera.

Nel sagrato del Santuario giorno 16 mentre  il sole volgeva al tramonto sullo  stretto di Messina, le isole Eolie si stagliavano all’orizzonte e  il sole  si tuffava nell’immenso azzurro del mar Tirreno, si è svolta la Celebrazione Eucaristica presieduta dal priore p. Carmelo Silvaggio concelebrata da p. Giorgio Tassone. Una folla immensa ha partecipato alla funzione. I due cori del Santuario, guidati dalla maestra Rosanna Cannizzaro hanno animato la Messa. 

P. Carmelo , prima dell’omelia ha innalzato un canto alla Vergine “La voce di Maria”, dolcissimo brano dedicato con tanta tenerezza alla Vergine  (vedi You Tube, composto da Roberta Torresi e Paolo Bisonni), un canto di preghiera.

P. Carmelo su questo canto ha intessuto la sua omelia, suscitando emozioni intense. Maria, donna di amore parla ai suoi figli. La voce e gli occhi di Maria donano pace al cuore, le sue mani proteggono i figli, Maria è amore e colei che indica la via che ci porta al  Figlio  suo, Gesù. 

P. Carmelo ha sottolineato  i punti salienti della vita della Madre del Redentore, sempre presente, vera discepola e testimone della Parola, fattasi carne, Parola di vita  portata nel suo seno, divenuto tabernacolo del Dio vivente. Maria, prima discepola, madre amorosa, ha accarezzato quel figlio che ha accolto per noi, lo ha tenuto tra le sue braccia, accarezzato,  lavato, fasciato. Lo ha accompagnato nel cammino verso il Calvario, lo ha sorretto con il suo sguardo di madre addolorata, lo ha deposto dalla croce.

I suoi occhi misericordiosi , quegli occhi che hanno accarezzato Gesù ci seguono sempre e ci sollevano da tutte gli affanni,  ci ha donato lo Scapolare, segno di protezione nel pericolo; come Madre di misericordia ci ci sostiene nei pericoli. 

Tra canti e preghiere al termine della funzione si è snodata la processione verso le periferie della città, la statua miracolosa della Vergine è andata a trovare i più lontani. Tra i giovani portatori di Maria anche una ragazza, Ilaria Bombino.

La fine dei festeggiamenti è stata segnata dai fuochi di artificio che si innalzavano sopra il sagrato come stelle luminose.

Vogliamo ringraziare Maria, madre e sorella dei carmelitani per tutto ciò che abbiamo ricevuto in questi giorni e dire con gioia “noi ti seguiam con fede”

Marisa Fotia