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Le catechesi del TOC di Bari: LO SCRIGNO DEL CUORE.

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BARI - Condividiamo con tutti voi la Catechesi del TOC dal titolo LO SCRIGNO DEL CUORE,  a cui è seguita la visione del film "Piena di grazia" con un momento di convivialità e fraternita ricca ed emozionante.

Vorrei cominciare con la definizione da vocabolario della parola “scrigno”: contenitore per la custodia di cose preziose o di rilevante importanza, e ricordare le parole di una vecchia canzone “La Cassaforte”:

“Non ho titoli, non vivo di rendita, non ho un vestito, ma la cassaforte mi necessità. Ci sono ricordi che solo in una cassaforte si possono conservare. Quando mi negano il pane io sto’ zitto e non mi ribello, lo so, la vita è tragica. Ma la cassaforte me la devono dare. Certe reliquie, certi cimeli se li tieni fuori possono sparire.” La metafora spero sia chiara.

Cosa può contenere quanto di più prezioso abbiamo se non il nostro cuore, ma altrettanto importante è difendere quanto esso contiene, come dice il Papa, “custodire il cuore come si custodisce una casa, vigilare sul cuore come una sentinella perché in esso non entrino i cattivi pensieri, le cattive intenzioni, le gelosie, le invidie, queste cose possono turbare i nostri cuori, e in un cuore turbato il Signore non ci può parlare né essere ascoltato”. Avere un cuore raccolto, sul quale noi sappiamo cosa succede è possibile attraverso una pratica tanto antica della Chiesa, ma buona: l’esame di coscienza. Chi di noi, la sera, prima di finire la giornata, rimane da solo, e si la domanda: cosa è accaduto oggi nel mio cuore? Cosa è successo? Se non lo facciamo, davvero non sappiamo vigilare bene né custodire bene. L’esame di coscienza è una grazia. Coloro che custodiscono il cuore, custodiscono anche lo Spirito Santo, che è dentro di noi. Gesù parla chiaramente che il diavolo torna sempre, e perchè non entri in noi, bisogna saper raccogliersi, cioè stare in silenzio davanti a se stessi e davanti a Dio, e fare un serio esame di coscienza alla fine della giornata. La preghiera ci viene in aiuto come sentinella del forziere, come difesa del prezioso scrigno, o volendo tornare alla metafora della cassaforte, come combinazione segreta, di cui solo noi siamo in possesso.

Il cammino che viene proposto, ci vuole condurre, grazie al nostro pensare, al nostro amare e al nostro volere, alla custodia del cuore, valida arma per una vita guidata da profondi valori umani e religiosi. L’immagine della custodia esprime un atteggiamento maturo, capace di mantenere un cuore bello e buono. La bellezza e la bontà del cuore si ottengono mediante la fermezza nelle scelte e la capacità di discernere ciò che può far bene alla vita.

Maria è modello per noi della difficile arte della “custodia del cuore”. In un’epoca dominata dal chiasso, dal frastuono, delle mille sollecitudini che ci tirano e dirigono la nostra vita verso mete sempre diverse, ma infine insoddisfacenti, è difficile ancorare la vita a un centro solido e stabile. La posta in gioco è grande: la vita senza un centro rischia di dissiparsi e impazzire. Maria è centrata in Dio, nella sua volontà, di fronte alla quale non si smarrisce, ma si affida. La custodia del cuore vuol dire allora non perdere di vista il centro, attorno al quale tutto trova il giusto senso. Facciamo tacere i rumori, cerchiamo il silenzio, per ascoltare il cuore e apprendere il ritmo della vita.

Tina Caricato