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17 maggio 2018: presentazione del volume di p. Cosimo Pagliara al Carmine Maggiore

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Il prossimo 17 maggio, nella spendida cornice del Carmine Maggiore di Napoli, ci sarà la presentazione del libro: "... a nessuna di esse fu mandato Elia" di padre Cosimo Pagliara.

Dopo il saluto del M.R.P. Luciano di Cerbo, Commissario Generale del Carmine Maggiore, ci sarà la presentazione di Don Emilio Salvatore, professore di Sacra Scrittura presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale Sezione S. Luigi di Napoli.

Alla presentazione interverranno anche Padre Ferdinando MIllàn Romeral, Priore Generale dell'Ordine, Padre Pino Di Luccio, vice-preside della Facoltà Teologica di Napoli, e Padre Luigi Borriello OCD, docente di Spiritualità.

Di seguito riproponiamo la recensione del libro fatta da Salvatore Schirone e sull'ultimo numero della nostra rivista:

Dopo Mosè (80 volte), Abramo (73 volte) e Davide (59 volte), è il profeta Elia il personaggio dell’Antico Testamento più citato nel Nuovo. Tra le Scritture cristiane, sono soprattutto i Vangeli sinottici a vedere in Elia la prefigurazione del Precursore del Signore, Giovanni Battista. Ma l’Evangelista Luca, pur conservando questa tradizionale interpretazione eliana, offre un’ulteriore chiave di lettura, proponendo il profeta di Tisbe come prefigurazione dello stesso Messia. A dimostrarlo con un’accurata e puntuale analisi esegetica del testo lucano arriva questo nuovo lavoro dello studioso Cosimo Pagliare, che non a caso porta un sottotitolo impegnativo: “saggio di cristologia-eliana”.

Sulla traccia aperta dello studio fondamentale di F. Gils, che per primo nel 1957 evidenziò la dimensione profetico-eliana del Gesù di Luca, passando per Dubois, Fitzmyer, Busse, Toole e per gli illustri esegeti dei nostri ultimi decenni che di volta in volta hanno fatto rapide incursione nel tema, Pagliara per la prima volta ci offre un’analisi accurata e soprattutto completa e sistematica di tutti i passi evangelici in cui Luca legge direttamente o indirettamente la vicenda Gesù sul paradigma profetico-eliano, e ci invita a “scoprire spazi nuovi o approcci nuovi creati dal narratore lucano per introdurre un nuovo punto di vista sull’Elia biblico alla luce del personaggio Gesù” (p. 20).

I più espliciti riferimenti lucani messi sulla bocca di Gesù stesso sulla sua missione eliana si trovano nel discorso della sinagoga di Nazareth, Lc 4,25, brano che dà il titolo al nostro libro, e il miracolo a Nain (lc 7,11-17), evidente calco della risurrezione del figlio della vedova di Zarepta operato da Elia in 1R3 17,8-24. Ma tutto il Vangelo di Luca è attraversato in filigrana da Elia, dai racconti dell’infanzia, al battesimo, all’ascensione, alla parusia (cfr. p. 13).

Per la sua esegesi, Pagliare predilige l’approccio letterario, percorrere il testo narrativo come fa il surfista con la sua tavola sulle onde del mare per cercare sempre il giusto punto di equilibrio tra le varie interpretazioni e godere la bellezza di lasciarsi portare dal vento (cfr. 21). E ci auguriamo che grazie al suo linguaggio leggero e profondo allo stesso tempo anche il lettore sia condotto a fare la stessa esperienza dell’autore e apprezzare i nuovi orizzonti profetici-eliani del carisma cristocentrico della Regola carmelitana.