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Buon cammino quaresimale

 Dio misericordioso, fonte di ogni bene [bontà], tu ci hai proposto a rimedio del peccato [come conversione] il digiuno [la mortificazione], la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda [benevolo] a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso [rimorso] delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia.

 

(Colletta III domenica di quaresima)

 

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Noi saremmo infatti nell’uggia di noi o nella irrequietezza di noi, nell’insoddisfazione di noi: “La tua misericordia ci sollevi”, vale a dire la tua presenza misericordiosa, il fatto che guardiamo  a Te, ci dia conforto e sollievo. Innanzitutto, occorre che in questo periodo rispondiamo all’invito a ricuperare più profondamente il senso della preghiera. E il senso della preghiera cristiana è uno solo: l’attesa di Cristo.

 

Il profeta rendeva presente il popolo a Dio. Ma che cosa chiedeva il profeta, per il popolo, a Dio? Chiedeva Dio.

 

Così, per quel pezzo di popolo che abbiamo più vicino a noi, che siamo noi stessi,  noi non possiamo che domandare Dio, il manifestarsi di Dio, l’attesa della “beata speranza”, il ritorno di Cristo o, che è lo stesso, il compiersi della Sua Risurrezione, perché la manifestazione finale è già cominciata con la Risurrezione di Cristo.