Login



 20 visitatori online
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi43
mod_vvisit_counterIeri270
mod_vvisit_counterQuesta settimana1783
mod_vvisit_counterQuesto mese5908
mod_vvisit_counterTutti649368

Webmaster:
SiteGround web hosting www.schirone.it
Lectio Divina: 2° Domenica di Pasqua - Anno B - 8 APRILE 2018

Add this to your website

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv. 20,19-31)

19La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". 22Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; 23a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi".

24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò". 26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 27Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!". 28Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". 29Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!". 30Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Breve esegesi

Gesù apparso la mattina alla Maddalena, appare ancora la sera agli apostoli mentre erano rinchiusi nel cenacolo. La corporeità di Gesù è totalmente trasformata dallo Spirito, è trasfigurata, divinizzata, come nel Tabor. Il corpo di Gesù non ha la umana caducità, ma è trasformata con la potenza divina della vittoria sulla morte. Gesù inaugura i tempi nuovi: la pace del risorto e la remissione dei peccati. L’aprirsi del cenacolo alla venuta di Cristo porta alla comunità apostolica quella gioia, quella pace scomparsa in loro per la sua condanna a morte e crocifissione. Anche loro sono risorti con Cristo. La resurrezione è connessa alla vita nuova: il soffio è la nuova creazione: lo stesso della creazione divina nella genesi, unito al dono dello Spirito Santo e al frutto della redenzione, la remissione dei peccati. Potere e ministero offerto da Cristo ai suoi quale frutto della redenzione e conferimento della missione agli apostoli. Tommaso, assente, alla venuta del risorto vorrà credere solo mettendo le dita nelle sue mani e nei piedi traforati. Lo farà alla seconda venuta del risorto, con il rimprovero di non essere incredulo con la promessa beatitudine a chi non vedrà, ma crederà. 

 

Meditazione pregata

Tu, Signore della vita, hai vinto la morte perché sei Figlio di Dio; non potevi patire la corruzione. Sei risorto secondo quanto avevi predetto ai tuoi discepoli, ma essi non hanno prestato attenzione alle tue parole e, meno ancora, creduto. Gli apostoli, coloro che avevano condiviso la tua vita, erano rinchiusi nel cenacolo, il luogo dove avevi spezzato il pane per celebrare la tua pasqua, innestandola nell’antica. Avevi affermato che nessuno ama più di colui che dà la vita per i suoi amici; ma i tuoi discepoli non hanno assimilato questo tuo insegnamento e comandamento. Duro per loro accettare la tua morte in croce e vedere deluse le speranze che avevano posto in te. Avevi affermato che a questa generazione perversa non le sarà dato alcun segno, se non quello di Giona che entrò nel ventre della balena e dopo tre giorni uscì, leggenda con cui hai richiamato in figura la tua risurrezione. La paura di subire la tua stessa sorte ha preso il sopravvento sui tuoi amici, pur avendo condiviso i tuoi giorni. Tu risorto e vincitore della morte sei loro apparso. Sulla croce hai redento il loro peccato e ora, risorto, doni la tua pace, con la potestà di rimettere i peccati degli uomini, a loro che hanno peccato di fede, e riconciliarsi con il Padre. Infinita gratuità del tuo amore. Mediante la tua morte e resurrezione è rimesso a tutti noi il peccato e siamo riconciliati con il Padre. Nelle nostre fragilità possiamo accedere all’altare della tua misericordia e ottenere grazia. Mistero di grazia di un Dio che per amore ha condiviso la sorte dei peccatori e versato il suo sangue.  Per la tua risurrezione siamo divenuti creature nuove, mediante lo Spirito Santo che hai soffiato sui tuoi e per loro a noi. Quel soffio che il Padre Iddio alitò sui nostri progenitori, immettendo in loro la sua vita. Ora è dato a noi ad opera dello Spirito Santo. e siamo battezzati e consacrati, assimilati a te l’Unto per eccellenza. 

 

Per la vita

L’evento pasquale: morte e resurrezione, peccato e grazia, dolore e gioia, sono dati esistenziali che avvolgono la vita di fede e di tutta la nostra vita. Sai innestarli nell’evento pasquale di Cristo? I discepoli che per tre anni avevano convissuto con Cristo al momento della prova si rinchiudono nel cenacolo per non subire la stessa sorte del loro Maestro. Saresti stato uno di loro o come Giovanni saresti salito sul Calvario? “Se aveste fede quanto un granellino di senape…”! La fede in Cristo te la sei ritagliata a tua immagine o sei aperto a lui, sapendo”rinnegare te stesso”? Per quanto la umana fragilità ti consente di prendere atto dei tuoi limiti, hai mai pensato di lasciarti prendere totalmente da Cristo, risorgere a vita nuova in lui? Hai mi fatto questa esperienza, sia pure limitata nel tempo? Solo dopo queste scelte è gioia e pace in te, perché gli appartieni:”Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. La pace, il soffio, il dono dello Spirito, la remissione dei peccati, sono gli elementi divini in cui ti trovi conformato e assimilato a Cristo?

P. Anastasio F. Filieri o.carm.