Login



 4 visitatori online
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi221
mod_vvisit_counterIeri194
mod_vvisit_counterQuesta settimana1424
mod_vvisit_counterQuesto mese4107
mod_vvisit_counterTutti609994

Webmaster:
SiteGround web hosting www.schirone.it
Lectio Divina: 3° Domenica del Tempo Ordinario - Anno B – 21 gennaio 2018

Add this to your website

 


Dal Vangelo secondo Marco (Mc. 1,14-20)

 

14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: 15"Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo".

16Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17Gesù disse loro: "Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini". 18E subito, lasciate le reti, lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. 20Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

Breve esegesi

C’è un passaggio tra Giovanni e Gesù: la predicazione dell’uno e il vangelo dell’altro. Il primo annunzia la prossima venuta del Messia, il secondo si identifica: è Lui, il Figlio di Dio. Gesù predica conversione come metanoia, cambiamento di mentalità: passare dalla mentalità giudaica delle opere della legge, ad accogliere il vangelo del regno. Il regno di Dio è Cristo stesso, il Figlio dell’Uomo che si rende storicamente presente tra gli uomini. L’invito ad accogliere il vangelo si fa pressante, imperioso, non ci sarà altro tempo. L’invito a convertirsi si fa chiamata, per Andrea e Simone, ad essere partecipi e testimoni dell’avvento del regno. L’imperioso seguitemi e il venire dietro di lui comporta l’abbandonare il mondo precedente per intraprendere una nuova storia, una nuova relazione con il Cristo Messia: cooperare alla sua missione per l’annunzio del regno. Non sono consci della nuova avventura, ma solo attratti dall’autorità della divina chiamata. Nell’usanza giudaica erano i discepoli a seguire il maestro. Cristo invece è lui che chiama a se e affida il compito:”Vi farò diventare pescatori di uomini”. Anche l’altra coppia di fratelli lascia tutto, reti e padre per seguirlo. 

 

Meditazione pregata

“Lasciate le reti, Andrea e Simone, lo seguirono”, ci dice il tuo evangelista, Cristo Gesù. Solo Tu puoi avere una tale forza di attrazione divina da far lasciare reti, padre, casa, affetti e seguirti, come hanno fatto i tuoi discepoli. Tu sei entrato nella loro anima e li hai resi capaci di scegliere la perla preziosa, svendendo le altre. Il tuo divino Spirito li ha resi interiormente liberi dal soffocamento di ciò che non è pienezza e verità di vita: quell’unicum necessario che è la vita eterna, la vita divina, che scioglie le altre realtà umane, rendendo queste prospettiche alla vita senza fine. Ci tornano in mente quanti hanno vissuto solo di te, i mistici, cui hai dato di introdursi nel mistero delle realtà divine. Non hai concesso a  noi questi carismi. Come gli apostoli siamo attratti dalle verità di vita delle tue parole. Ti sei incarnato, hai condiviso la nostra condizione umana tanto da affermare, di fronte alla condanna a morte, che lo spirito è pronto e la carne è debole. E noi cosa possiamo dirti? Aspiriamo ai beni dello Spirito, alle realtà divine, ma siamo presi dai nostri condizionamenti, che non sempre ci permettono di aspirare totalmente a te. Tu che conosci le intenzioni del cuore, sai che potremmo dirti come Pietro: “Signore, tu sai che ti amo”. Con Pietro, l’apostolo che hai messo a capo dei tuoi, ci sentiamo solidali e contigui, capaci come siamo di essere partecipi del Tabor, ma anche di indietreggiare di fronte a una scelta che implica il  condividere il calvario e la croce. Sebbene ci hai invitati a essere perfetti come il Padre, senza porci limiti nel pervenire a Lui, sai bene che, come il tuo padre Davide, anche noi siamo stati concepiti nel peccato. Tu non allontanarti, non nasconderti, renditi presente con il tuo Santo Spirito e non ci allontaneremo da te, saremo a te uniti, come Tu lo sei al Padre. Per questo hai pregato, perché in te fossimo una cosa sola, come Tu lo sei con il Padre.   

 

Per la vita

Convertirsi significa cambiare mondo, interessi, stile di vita, mentalità per una nuova avventura di vita. Operare una svolta decisiva, specie se si è chiamati al seguito di un nuovo maestro, per orientare decisamente al bene la propria vita, per nuovi orizzonti. E’ un nuovo modo di porsi davanti a Dio, davanti agli uomini, davanti a se stessi, formandosi una nuova coscienza in conformità all’obiettivo di quella perla preziosa con cui sono state svendute tutte le altre: il regno di Cristo. Lui è stato mandato dal Padre  per abitare nell’anima e regnare, emancipando l’antico popolo dalle opere della legge. Il fariseo Nicodemo ha intravisto i segni dell’opera di Dio,  la samaritana ha incontrato e annunziato il Messia profeta, Giuseppe D’arimatea, uomo del Sinedrio, non ha condiviso la condanna di Cristo e rischiando la posizione sociale è andato a schiodare dalla croce chi li ha dato una nuova vita. Questo è ciò che Cristo Gesù ci prospetta del vangelo del regno, abbandonare barca e pesca, interessi e personali attese. Per questo Cristo ha detto:”Chiedete prima il regno di Dio e la sua giustizia”. Tu presenti le tue attese a Cristo o ti poni alla sua sequela?

 

P. Anastasio (Francesco) Filieri, o.carm.