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La festa del Miracolo di Palmi: 17 intensi giorni tra devozione e cultura. La cronaca

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PALMI (RC) - Anche quest’anno la Comunità di Palmi ha ricordato la particolare predilezione che la Madonna ebbe per il suo popolo salvando la città dal terremoto. Per 17 giorni, dal 31 ottobre al 16 novembre 1894 la statua della Madonna del Carmine si fece scorgere dai fedeli con lacrime, movimento degli occhi e con cambiamenti di colorazione del volto. La stampa locale e nazionale si occupò dell'avvenimento e la sera del 16 novembre i fedeli improvvisarono una processione della statua per le vie cittadine. Quando la processione raggiunse l'estremità della città, un violento terremoto colpì tutto il circondario di Palmi, rovinando gran parte delle abitazioni ma recando solo 9 vittime su circa 15.000 abitanti, poiché la quasi totalità della popolazione era in strada a seguito della processione.

 

La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente il miracolo, incoronando la statua il 16 novembre 1896 a seguito del decreto emesso dal Capitolo Vaticano il 22 settembre 1895. 

Così tutti gli anni il 31 ottobre la Statua della Madonna viene “calata” tra la sua gente esultante di grata venerazione. È la “sedicina alla Madonna”, giorni intensi di preghiera quotidiana fino al 16 novembre. Il popolo si raccoglie ogni mattina per celebrare le lodi, il rosario e l’eucaristica. Poi ancora durante il giorno per l’Angelus, l’Ufficio e l’Ora Media, e finire ancora con il rosario delle 18, la messa serale e la preghiera dei Vespri.

Quest’anno alcune giornate della sedicina hanno avuto una colorazione particolare. Come il 3 novembre, quando alle 17,30 è stata accolta in Chiesa e benedetta la statua del Sacro Cuore appena restaurata. O come il giorno di mercoledì 8 novembre in cui la preghiera si è prolungata oltre le ore 21,00 per l’adorazione eucaristica e la compieta.

 

Di particolare importanza gli ultimi giorni, in un crescendo di preghiera e di partecipazione popolare che ha visto il Santuario, sempre aperto, meta continua di pellegrini provenienti anche dal circondario. 

 

Domenica 12 durante la celebrazione delle 18.30 si sono uniti alla Famiglia Carmelitana coloro che hanno ricevuto per la prima volta l’abitino del Carmine, dopo essersi preparati con la catechesi. Per concludere questo momento di festa in serata, nella sala “Regina pacis”, si è tenuto il concerto di musica e canto: Le note dell’anima.

 

Da lunedì 13 sino al 16, per i momenti di preghiera e le varie liturgie a p. Carmelo Silvaggio si è unito  il Priore Provinciale, p. Enrico Ronzini, che ha celebrato l’Eucarestia delle ore 18.30, dove la Comunità del Santuario ha accolto l’ingresso e il rinnovo delle promesse dei membri della Confraternita. Il Priore Provinciale ha esordito nell’omelia dicendo che avrebbe voluto abbracciare tutti i presenti uno ad uno, quasi a sottolineare il clima di profonda comunione che si respirava tra i molti partecipanti alla liturgia.

Martedì 14, Festa di tutti i Santi Carmelitani, durante la celebrazione pomeridiana il Terz’Ordine di Palmi ha accolto una coppia di coniugi che fatto il suo ingresso per il noviziato, le nuove professioni temporanee e perpetue e rinnovato i propri voti nel Terz’Ordine Carmelitano. E’ stato bello vedere che anche il Terz’Ordine, grazie anche all’impulso dato da Papa Francesco con l’enciclica Amoris Laetitia, in quest’ultimo periodo vede intraprendere il proprio cammino da coppie di coniugi che, proclamando i proprio voti all’interno del Carmelo, rinsaldano il sacramento del matrimonio. Nella sua omelia infatti p. Enrico ha sottolineato come i voti del Terz’Ordine non siano delle semplici promesse, a differenza della Confraternita, e che quindi per i terziari la chiamata alla santità, come per tutti i battezzati, è un impegno realizzabile e da perseguire fedelmente.

 

Il giorno 15, nella vigilia della commemorazione del miracolo, le nuvole e la pioggia dei giorni precedenti hanno lasciato il posto ad uno splendido sole che ha accolto, insieme ad una miriade di fedeli, le due preziose urne contenenti le reliquie si Santa Teresa del Bambin Gesù e dei suoi genitori, i Santi coniugi Luigi e Zelia Martin. Le urne pellegrine rientravano dalla Sicilia ed erano attese a Chieti, ma grazie all’insistenza di p. Carmelo, padre Antonio Sangalli (carmelitano, vice postulatore della causa di canonizzazione dei genitori di Santa Teresa di Lisieux) non ha potuto fare a meno di fermarsi anche nel nostro Santuario, dove a sottolineare l’eccezionalità dell’evento p. Carmelo aveva esposto sull’altare maggiore tutti i reliquari conservati nel museo del santuario. 

E’ quasi impossibile descrivere l’emozione di quel momento, tanto che l’omelia è stata letta dal p. Enrico visibilmente commosso per l’evento e per l’incredibile presenza di fedeli, soprattutto giovani, dalle prime ore del mattino sino alle 9,30 quando le urne hanno dovuto lasciare Palmi per proseguire il loro viaggio. 

E’ stato proprio p. Antonio Sangalli ha voler sottolineare come l’immagine della famiglia Martin debba essere esempio per tutte le coppie di sposi che rafforzati dal sacramento del matrimonio possono rendere santa la loro unione e crescere nella santità i loro figli, nell’urna pellegrina dei coniugi Martin ci sono proprio il braccio destro e la mano di Luigi e il braccio destro con la mano di Zelia, quelle stesse mani che si son dati l’un l’altro per sancire il loro patto d’amore nel giorno del matrimonio. Inoltre p. Antonio ha annunciato che anche per la terza figlia della famiglia Martin, Leonia, colei che tutti consideravano la più “terribile”, è in corso il processo di beatificazione.

 

Anche S. E. Mons. Francesco Milito, impossibilitato a partecipare alle celebrazioni mattutine per altri impegni, è riuscito ad arrivare al Santuario prima della partenza delle urne per una breve preghiera. La giornata si è conclusa con la Veglia di preghiera mariana delle 21,00.

La devozione del popolo di Palmi per la Madonna del Carmine ha visto il suo culmine il giorno 16, quando tutti si sono incessantemente recati al Santuario sin dalle prime ore per partecipare ai momenti di preghiera e alle celebrazioni che si sono susseguite incessantemente, anche la Supplica delle ore 12,00 è stata molto partecipata. Numerosa la presenza di pellegrini dai paesi vicini, da Cosenza e da Lamezia Terme.

 

Alle 18,00 si è celebrata la processione penitenziale e rievocativa del Miracolo, che come sempre ha fatto lo stesso percorso improvvisato dai fedeli nella storica data. 

Quando la processione è giunta nell’allora piazzetta Arangiara, di fronte a quello che  era il Palazzo dei Carabinieri, i portatori della varetta su cui stava l'immagine, come nel 1894, hanno trasportato di corsa la statua per un centinaio di metri sino al Palazzo Mezzatesta in Corso Garibaldi, a cui è seguito un breve momento di preghiera e meditazione di Mons. Silvio Mesiti. Quindi la processione ha fatto ritorno al santuario per la Celebrazione eucaristica.

Durante tutta la durata della festa è stato possibile ammirare, della sala del museo “Regina pacis”, la Mostra itinerante "Il Volto della Madre" a cura dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, che ricorda la forte presenza Mariana in Diocesi con sei Santuari, oltre 60 chiese intitolate alla Madonna, le 523 immagini della Madre di Cristo, invocata dal popolo della Piana con più di 50 titoli. Sono statue, gruppi scultorei, dipinti, corone, altari, miniature di sacra suppellettile e stendardi.

 Anna De Giglio

 

 

 

 

La processione del 16 ottobre 2017 per la festa del Miracolo: partenza e arrivo tra l'esultanza dei fedeli: