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Lectio Divina: Solennità di Maria SS. Madre di Dio - Anno B – 1 gennaio 2018

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Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 2,16-21)

16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.21Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

Breve esegesi

I pastori sono i primi testimoni, divenuti missionari, dell’avverarsi delle parole dette loro dall’angelo e della nascita del Messia. Il vangelo è annunzio di una buona nuova e questa è stata recata per primo ai pastori, ai poveri, agli ultimi. A loro volta sono i primi annunziatori, messaggeri dell’ evento.  Maria è la donna dell’ascolto, del far risuonare dentro di lei la Parola. A lei che si era fatta serva della Parola è stato dato di incarnare il Verbo: “Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. In Maria la parola non è esternazione del suo sentire, quanto accogliere in se  il volere di Dio, il suo disegno di salvezza, di cui si è fatta serva. Il serbare nel suo cuore ogni cosa evidenzia che l’evento diviene storia intima, vissuta con il suo Signore. Gesù si lascia circoncidere, assoggettandosi alla legge mosaica. E’ il patto istituito nella carne tra Dio e il popolo di Abramo. Maria si manifesta figlia di Sion, obbediente alla legge del suo popolo e attenta all’appartenenza del suo bambino a quel popolo che sarà riscattato non dall’ offerta al tempio; ma dalla salvezza redentrice del suo Figlio, che si compirà sull’altare della croce.

 

Meditazione pregata

Cosa conservavi nel tuo cuore, Maria, tu che hai colto il mistero di un Dio generato dal tuo seno, fecondato dallo spirito? Quanto tu, umile creatura, hai condiviso dell’intensità di Dio il suo disegno di salvezza della nostra umanità? Sembri sospesa tra cielo e terra, o meglio comprendi, contieni il cielo e la terra. Perfetto sposalizio tra divinità e umanità. Sposa fecondata dallo Spirito Santo, non hai distolto lo sguardo dalla tua umile condizione. Tu, la più umile delle creature, hai generato il Verbo e hai avuto accanto al tuo nato Gesù i pastori, venuti per primi ad adorarlo. Con gli stessi avrai intessuto un dialogo. Facile ritrovarsi e intendersi tra umili. Con i più umili della terra ti sei trovata a lodare il Padre Iddio e vedere adorato il frutto nato dal tuo grembo. E da quel momento i ritenuti ladri per antonomasia, sono divenuti espressione di dolcezza, di tenerezza, di poesia. La buona novella annunziata dagli angeli è stata subito  a loro portata. Quella buona novella, quel Vangelo, di cui il tuo Gesù ne ha fatto un ministero, è stata portata ai poveri, agli ultimi. Dall’impatto con i pastori da te avuto, gli ultimi della scala sociale sono divenuti i primi, i più predisposti a ricevere i beni del Regno instaurato dal tuo Gesù, la pace. Pace agli uomini che egli ama, tanto da abbandonare i cieli della sua divinità per condividere la nostra umanità facendosi bambino.  Pace tra un Dio che non dimentica la sua creatura e una umanità peccatrice che accoglie il suo salvatore. Felice notte quella in cui la tua umiltà, o Maria, e quella dei pastori ha rivelato le grandi opere che il Padre ha compiuto per l’umanità: ha donato a  te e, per te, a tutti noi il suo Figlio, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo.

 

Per la vita

Dei pastori abbiamo una visione romantica che esprimiamo nel presepe. Immettendoci invece nel contesto della venuta al mondo di Cristo Gesù, sappiamo che erano ritenuti ladri per antonomasia. A costoro è stato dato l’annunzio della nascita del Cristo Messia e a loro volta sono stati i primi messaggeri dell’evento. Ci lasciamo andare spesso dalla nomea data ad alcuni o alcune categorie in modo acritico. Quanto sappiamo discernere in verità, quanto siamo liberi da noi stessi e dal mondo esterno che ci plagia per ricercare, affermare e proclamare verità? A questi diseredati dal buon nome è stato dato di adorare per primi il loro nato Redentore. E Maria sembra unirsi a loro, accoglierli e partecipare a loro la sua gioia, mentre Giuseppe, come sempre, è presente nell’umile servizio per cui Dio lo ha chiamato. Maria è al centro del quadro della natività, lei lo ha generato, lei accoglie i pastori, è la madre non solo del Figlio, ma lo è di quanti, come i pastori, hanno accolto il Cristo e lo hanno annunziato ai più, al mondo. Quanto senti madre Maria per il percorso evangelico vissuto con il suo Figlio?  

 

Padre Anastasio (Francesco) Filieri