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Lectio Divina: Natale del Signore. Messa dell’aurora - Anno B - 25 dicembre 2017

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Dal vangelo secondo Luca ( Lc 2,15-20)

15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. 20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

Breve esegesi

La presenza degli angeli è segno della presenza, dell’azione di Dio: “Una moltitudine dell’esercito celeste”. E’ segno  della convocazione divina fatta ai pastori. Sono loro, per divina scelta, i primi cui viene ad esser dato l’annunzio: ”Oggi è nato per voi un salvatore, che è il Messia, il Signore “. Scelta che sconvolge i metri umani. I pastori erano considerati gli ultimi della classe sociale, poiché andavano nomadi per pascoli più ubertosi, ed erano ritenuti i ladri per antonomasia, poiché potevano approfittare di ciò che il gregge forniva, per appropriarsene. Ciò poteva anche non essere vero, ma questa era la nomea. Dio ha scelto loro. La buona nuova è data a loro. I pastori sono stati i primi cui è stato annunziato l’evento presso il popolo,  facendosi messaggeri, con quella gioia con cui è stata loro immessa dagli angeli: hanno visto e adorato il Messia Bambino. A Maria è dato di contemplarlo nel suo cuore di madre, con tutte quelle sfumature umane e divine assieme, di cui Maria si è costituita madre, anche nostra.

Maria ama il raccoglimento, preferisce la meditazione al propagare l’evento presso i suoi e al suo popolo, come avrebbe fatto qualsiasi altra madre giudaica.

 

Meditazione pregata

 Il mistero della tua incarnazione, Cristo Signore, è stato dispiegato all’umanità per mezzo dei tuoi santi angeli, a Zaccaria prima e a tua madre poi. Ma quando venne la pienezza dei tempi, gli angeli irruppero in un incantesimo di gloria a Dio e pace a noi, perché  amati dal Padre, che ti ha dato di ritrovarti tra noi, non più alla sua destra, ma incarnato, uomo tra uomini.  E l’annunzio della tua nascita, Cristo Signore, è stato dato per primo agli ultimi, ai pastori, a coloro che Tu hai dichiarato saranno i primi nel tuo Regno. Presi come siamo, dalla poetica del natale, non attendiamo a penetrare il mistero della tua incarnazione, il Vangelo del Regno, che Tu sei venuto ad annunziare, vedendo e vivendo tutto nella sua luce. Un malfattore  inchiodato con te sulla croce entrerà per primo nel tuo Regno; i pastori, ritenuti ladri nel loro esercizio, hanno avuto il privilegio di avere per primi l’annuncio della tua incarnazione. Gli ultimi sono stati i primi. La tua venuta nella carne è il dono del Padre a questa nostra umanità. Tu sei il dono per eccellenza. Noi da te prendiamo motivo per fare dei donativi a familiari, parenti, amici e conoscenti e rendere a volte pagano questo mistero del Padre che ci fa dono del suo Figlio. Facci Tu sentire lo spirito della tua incarnazione, del tuo natale, della tua venuta tra noi, per non incorrere nella banalità del consumismo.  Fa’ che abbiamo a dare spessore e significato ad ogni dono, per l’amicizia, la stima, l’amore che condividiamo. Siano queste movenze materiali la gioia di partecipare simbolicamente al tuo grande dono, perché Tu, nato bambino, rendi tenero il nostro cuore e lo apri ad una espressione di grande umanità; sia quell’attenzione donativa, quell’amore verso il familiare, l’amico e quanti amiamo e vogliamo bene, a rendere il nostro amore umano, nel nostro piccolo, simile al tuo.  

 

Per la vita

Gli angeli, i pastori, il nato bambino, concorrono a comporre un quadro umano-divino con cui è configurato e vissuto umanamente il Natale. Va integrato con il quadro teologico del prologo giovanneo: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”. E’ il mistero della rivelazione, dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Sai comporre le due verità, divina e umana, che sono le verità di un Dio che si è incarnato nel seno della vergine Maria? L’umanità del Natale, come la vivi e dove la vedi espressa, nella chiesa, nella tua comunità, nella tua famiglia? Maria raccoglie in se l’evento, gli eventi, li vive con l’onnipotente Suo Signore, nella meraviglia di quanto Dio ha operato in Lei. Non esterna, presa da quanto Dio gli ha concesso: generare nella sua carne il Figlio di Dio. Il natale è il mistero dell’amore di Dio Padre che ha tanto amato il mondo da donare suo Figlio. Se credi e vivi la vita nello spirito, quanto rifletti, mediti, contempli il Figlio di Dio venuto tra noi, per accreditarci la sua vita divina? “A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio”. E’ anche questo il tuo natale? Gli elementi umani e divini possono e devono integrarsi per portarci all’incontro con il Dio-uomo. 

 

Padre Anastasio (Francesco) Filieri