Login



 11 visitatori online
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi45
mod_vvisit_counterIeri173
mod_vvisit_counterQuesta settimana930
mod_vvisit_counterQuesto mese4877
mod_vvisit_counterTutti591104

Webmaster:
SiteGround web hosting www.schirone.it
Lectio Divina: XXIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - 22 ottobre 2017

Add this to your website

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt. 22,15-21)

 

15Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. 16Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: "Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. 17Dicci dunque il tuo parere: È lecito o no pagare il tributo a Cesare?". 18Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: "Ipocriti, perché mi tentate? 19Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro. 20Egli domandò loro: "Di chi è questa immagine e l'iscrizione?". 21Gli risposero: "Di Cesare". Allora disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio".

Breve esegesi

I farisei, osservanti della legge mosaica ed espressione del potere teocratico, si uniscono agli erodiani, compiacenti del potere romano, per screditare Gesù presso il popolo e deferirlo alle autorità. Nel dialogo con Gesù antepongono un capzioso elogio adulatorio, onde riscuotere la sua benevolenza. Gli chiedono se è lecito pagare il tributo a Cesare, segno della soggezione al potere romano. La domanda è funzionale a evidenziare lo schieramento di Gesù. La superiorità dottrinale e dialettica sapienziale di Gesù sui maestri ufficiali di Israele, pone gli stessi a volerlo screditare presso il popolo e le autorità. Gesù svela la loro ipocrisia ed enuncia un principio: la moneta, come si evince, appartiene a Cesare, ma l’uomo appartiene a Dio. A Cesare si deve obbedienza nell’ordine temporale, ma questa ubbidienza non può intaccare l’immagine di Dio impressa nell’uomo.  I poteri non sono contrapposti e alternativi, ma validi nel diverso ordine, proprio degli stessi. Gesù è contro le reciproche interferenze, ma ognuno rispettoso e retto nel proprio ruolo, presso Dio o presso gli uomini.

 

Meditazione pregata

Cristo Gesù, sei sapienza incarnata. Nel tuo continuo innestarti nel volere del Padre troviamo la fonte rivelatrice di ogni verità che hai affermato nel tuo pellegrinaggio terreno. “Chiunque  è dalla verità ascolta la mia voce”, hai affermato dinanzi a Ponzio Pilato, quando stavi per essere processato e condannato. E a tutti noi hai affermato che Tu sei verità e vita. L’opportunismo fa parte del nostro bagaglio umano e lo facciamo, a volte, senza vergognarci di noi stessi. Tu hai dato la tua buona testimonianza davanti al governatore romano, affermando che ogni autorità viene da Dio. Hai accettato di presentarti davanti a Cesare ma, sconvolgendo i suoi ordinamenti, alla sua autorità hai anteposto quella del Padre. Donaci parte della tua forza, di quella virtù che è dono dello Spirito, perché abbiamo ad essere, davanti ai tuoi occhi e agli uomini, limpidi e onesti, con quella pienezza e ricchezza umana che la tua incarnazione, nel tuo vissuto terreno, ci ha posto come modello.  Donaci di non fare nostro l’atteggiamento viscido e ingannevole con cui sono venuti a elogiarti per tenderti una trappola, mentre Tu hai risposto con una salomonica verità, che è anche principio ispiratore nei rapporti ecclesiali e civili: rispetto e amore alla comunità degli uomini e a Dio Padre. Donaci quella onestà interiore, che è frutto dell’adesione al tuo Vangelo e dell’intimo rapporto di comunione con te.  Donaci di essere sempre trasparenti, perché manifestiamo anche agli occhi degli uomini quanto il tuo Spirito ci suggerisce, in ogni evenienza. Donaci sempre una mente e un cuore nuovo, che siano da te plasmati. Donaci, sulla tua parola, di essere semplici come le colombe e prudenti come i serpenti, perché non abbiamo a cadere nei tranelli del maligno; ma rifuggirli forti delle tue verità  in noi.   

 

Per la vita

La capziosa adulazione rende l’uomo infido. L’uso dell’intelligenza per manifestare faziosità rende l’uomo un mercenario, perché svende la verità che è in lui, per fini malevoli. La si usa verso i piccoli o verso altre personalità con metodi raffinati, per tendere trabocchetti. E’ la condizione in cui è vissuto Cristo che, nell’annunzio del Vangelo, ha trovato prevenuti oppositori: dottori della legge scribi e farisei, incapaci di confrontarsi, ma solo oppositori. Sai intessere con le persone rapporti di verità o sei portato a parlare e agire secondo le convenienze e gli interessi? Quanto ami la verità? “La verità vi renderà liberi” è nelle tue corde? Dio è verità. Affermarla  agli occhi degli uomini, nelle varie contingenze della vita, ci da di essere il riflesso di quanto lui in animo ci suggerisce e quanto siamo radicati e fondati in lui come voce interiore ispirante.   Sei rispettoso dei doveri civici, dell’ordina pubblico? E’ nelle tue corde la legalità? Sei erodiano, difensore a priori di una realtà politica o capace di discernere onestamente? Verso le autorità religiose sei untuoso, sottomesso o rispettoso del loro ruolo, posto al servizio del popolo di Dio?

 

padre Anastasio Filieri