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Don Ciotti alla famiglia carmelitana: «sentite la “pedata di Dio”, ridiamo speranza ai giovani»

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FOGGIA -  «Non lasciatevi trascinare dalle mode, siate protagonisti del cambiamento». Con queste parole di incoraggiamento “rubate” a Papa Francesco, don Ciotti ha introdotto la sua relazione dedicata al futuro dei giovani nella Chiesa e nel mondo.  Oltre 500 i fratelli provenienti da tutte le comunità della Provincia Napoletana che si sono riuniti intorno al fondatore di Gruppo Abele e di Libera, in occasione della Giornata della Famiglia Carmelitana che si è svolta a Foggia lo scorso 1 maggio 2017. 

Non è stato scelto a caso il tema della giornata, "Con e per i giovani carmelitani oggi". Papa Francesco lo scorso gennaio annunciava il tema del prossimo Sinodo dei vescovi che si celebrerà ad ottobre 2018: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. E anche le nostre fraternità carmelitane intendono mettere al centro della riflessione e dell’impegno pastorale il tema dei giovani e del loro futuro nella società e nella Chiesa.
 
Nell’omelia della messa che ha aperto la Giornata comunitaria, il padre provinciale, Enrico Ronzini, ha presentato don Luigi Ciotti ricordando il giorno della sua ordinazione, quel giorno segnò decisamente la sua missione: «Gli fu affidata la strada come parrocchia - ha detto padre Enrico - la strada, non un tempio. Il posto cioè dove non si dice agli altri quello che devono fare, ma si fa insieme a loro in cammino». Don Ciotti è stato un annunciatore del Vangelo concreto, incarnato nel vissuto quotidiano. Uno di quei primi preti che simpaticamente furono chiamati “preti di strada”, e ai quali dobbiamo l’aver per primi focalizzato, nei difficili anni 70, l’attenzione sulla gioventù incompresa, traviata, ingannata, ignorata e abbandonata dalla nostra società e non ultimo dalla stessa Chiesa. 
 
Il quadro della situazione giovanile odierna tracciato da don Ciotti (Prima parte della relazione), dati alla mano, è certamente deludente: siamo una società che invecchia. In una economia che rallenta, l’industria delle armi invece cresce (dati del Parlamento italiano: più 85 per cento) assieme alla spesa per gli armamenti  (più 9 per cento, mai così alta dal 1990!). Mentre paradossalmente diminuisce la sicurezza, affidati a eserciti mercenari, non nazionali.
 
Sotto l’ombrello dello Stato, in un intreccio di interessi privati, Cresce l’industria del gioco d’azzardo: 90 miliardi l’anno. E nascono nuove dipendenze, come le droghe sintetiche, e aumenta il numero degli “eremiti digitali”, il numero dei giovani chiusi in camera in un mondo virtuale. Già ne parlava Martini nel 1984, considerandola una delle tre pesti, dopo la violenza e la corruzione (mani pulite è del ‘92), c’è la solitudine. 
 
«Questa è la prima generazione di giovani - ha sintetizzato  il relatore - a cui è stato letteralmente rubato il futuro. Una generazione che per la prima volta non cerca un futuro migliore, ma semplicemente che un futuro ci sia» (Seconda parte della relazione).
 
Ma don Ciotti poi si è rivolto a tutti i presenti: «Davanti a questo tristi notizie, non baste essere indignati. Siamo chiamati tutti ad attuare un cambiamento, tutti ognuno per la sua parte, dobbiamo sentire la “pedata di Dio”. Non possiamo restare tranquilli e a posto sapendo che ci sono 2 milioni e 300 mila giovani che finiscono gli studi a non trovano lavoro». E poi rivolto ai Giovani ha ricordato le parole di incoraggiamento di Papa Francesco: "Non lasciate che altri siano protagonisti del cambiamento! Voi giovani siete quelli che hanno il futuro! Vi chiedo di essere costruttori del mondo, di mettervi al lavoro per un mondo migliore . È una sfida, si è una sfida. L’accettate?"
 

Salvatore Schirone

L'omelia di Padre Enrico:

 

Relazione di don Ciotti:

 

Prima parte:

 

Seconda parte: