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Terz'Ordine Carmelitano: Ultimo Incontro della Scuola di Formazione

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CURINGA (CZ) - Il 19 novembre 2016 si è conclusa, con l'ultimo dei cinque incontri, la scuola di formazione del Terz'Ordine Carmelitano della Provincia Napoletana iniziata due anni fa. Sono state individuate per ogni fraternità due consorelle per partecipare al per formatori che si è svolto in concomitanza con gli altri TOC della Provincia. Nello specifico: la Parrocchia Santa Maria delle Vittorie di Bari ha ospitato i gruppi di Puglia Nord e Campania, la Basilica Santuario Vergine SS.ma del Carmelo di Mesagne ha ospitato i gruppi della Puglia Sud, e il Santuario del Carmine di Palmi quelli della Calabria.

Durante primo incontro è stato fornito il manuale guida utile al futuro formatore. I temi dei cinque incontri sono stati trattati in maniera molto esaustiva dai terziari nominati dal consiglio provinciale. I vari incontri hanno toccato e sviluppato tutti i punti del manuale: il discernimento, il noviziato, la professione temporanea che concerne in particolare la dimensione contemplativa del laico carmelitano e la fraternità, e la diakonia. Linee guida per i relatori e per coloro che si accingevano ad approfondire gli argomenti di studio sono state principalmente: la Sacra Scrittura, la Regola e tutti gli altri testi carmelitani (per citarne uno in particolare "Ravviva la bellezza del Carmelo").

Tutti gli incontri si sono svolti seguendo lo stesso iter: prima di tutto, ognuna delle giornate prevedeva la funzione liturgica il cui tema era d'introduzione generale alla giornata; di seguito le relazioni a cura dei responsabili. Si stabilivano poi i gruppi di lavoro, sempre diversi per favorire una maggiore conoscenza reciproca, e venivano distribuite le schede di approfondimento su cui avrebbero lavorato i vari gruppi. Questo è stato motivo di condivisione e di crescita perché ciascuno ha dato all'altro qualcosa di nuovo. I lavori si interrompevano per la pausa pranzo, altro momento importante di socializzare e fraternità. Nel pomeriggio si continuava il lavoro per giungere alle conclusioni. Ogni gruppo redigeva una breve relazione sull'argomento trattato, che veniva poi letta da un componente. Dopo i saluti finali dei responsabili, venivano dati gli avvisi da portare alle proprie fraternità.

L'ultimo incontro ha avuto come argomento la diakonia e il modello paolino. La Regola esorta a svolgere le missioni della Chiesa, ad aprirci al mondo e partecipare alla vita sociale con un carisma fortemente carmelitano, seguendo il fiat di Maria, come modello principale e Cristo come esempio di servizio sublime. Dio dona dei talenti, bisogna metterli a disposizione e fare in modo che l'impegno sia totale, non si può rischiare di cadere nell'ozio e dar modo così al male di attecchire. Il formatore, in particolare, deve avere la capacità di capire la maturità del professo circa il desiderio di essere sempre più specchio di Maria, bisogna cercare di scoprire i carismi e far scoprire la gioia del servizio, perché servizio e carisma sono legati e indivisibili all'interno della Chiesa, e per i Carmelitani deve esserlo ancor di più perché il laico carmelitano è chiamato a vivere alla presenza di Dio, a condividere il cammino verso la santità con i suoi fratelli e a vivere la dimensione del servizio.

La partecipazione a queste giornate è stata assidua e numerosa, perché sin dall'inizio ci si è resi conto dell'utilità di questa scuola sia per consolidare la vocazione, sia per quello che può portare l'esperienza degli anziani e dei giovani terziari a coloro che vorranno intraprendere questo meraviglioso cammino nella famiglia carmelitana.

La missione di formatori e formatrici è quella di vivere a pieno il carisma, mantenere viva la speranza e fare la differenza nella comunità. Bisogna cercare di far capire a quanti vogliono iniziare il cammino nel Carmelo che l'essenziale è l'accoglienza, il fidarsi l'uno dell'altro, credere in chi ci sta vicino e capire insieme ciò che Dio vuole da ognuno di noi. Si sa molto bene che il compito non sarà facile: a differenza del passato, le tentazioni e le distrazioni la fanno da padrone e le persone tendono a non riconoscere la propria vocazione perché presi da altre cose, o forse per paura. Nonostante la giovane età, si è avuto modo di vivere a fondo la propria vocazione, rendendo tutti partecipi del proprio entusiasmo, coinvolgendoli: da fiori del Carmelo di ieri, ad educatrici "giardinieri" e formatori di oggi. L'obiettivo principale è quello di "ravvivare la bellezza del Carmelo", di mettersi in una dimensione di ascolto e di far capire che la chiamata può essere per tutti.

Annarita Calvieri e Elisabetta Panzarella