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"Testimone della Misericordia": il TOC sceglie San Francesco di Paola per aprire l'anno di formazione

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PAOLA (CS) - "L'Eremita replicò: È la fede che fa miracoli!". Con queste parole San Francesco di Paola spiegava ai pellegrini i miracoli che avvenivano per la sua intercessione. Ed è stato un vero miracolo di fede il raduno dei circa trecentoventi fratelli e sorelle del Terz'Ordine Carmelitano della Provincia Napoletana che si è svolto domenica 23 ottobre 2016 presso la Basilica di San Francesco di Paola per inaugurare l'anno di formazione sul tema: "Testimone della Misericordia".

 
L’incontro si è aperto con i saluti del Padre provinciale Enrico Ronzini, di padre Gregorio Colatorti, provinciale dell’Ordine dei Minimi e della presidente provinciale Rosaria Lenoci che ha presentato il programma dell’anno. Nella preghiera d’inizio abbiamo lodato Dio con il canto “Misericordiam  domini in aeternum cantabo”
 
 
Il relatore Padre Domenico Crupi, Assistente Provinciale Ordine dei Minimi ha svolto la relazione principale sul tema: “Incontro con Francesco, testimone di Misericordia”.
Con un linguaggio fluido, gioioso e accattivante ha presentato la figura di questo Santo calabrese che con semplicità viveva da eremita, in solitudine e preghiera, ma quando Dio lo sollecitava ad andare, seguiva e  ascoltava  lo Spirito che lo guidava a recarsi nei luoghi dove la  Parola doveva essere non solo udita ma testimoniata e vissuta. Il relatore ha sottolineato che i terziari, in quanto popolo di Dio, sono invitati a riscoprire la propria vocazione nella Chiesa e la necessità che come laici hanno nella formazione integrale, affinché vivano in unità sia la loro vocazione umana che quella cristiana. Una formazione  spirituale e dottrinale che li renda capaci d’affrontare, dal punto di vista della prospettiva della fede cristiana e dell’annuncio  evangelico, le sfide del nostro tempo e dell'ambiente socio—culturale in cui si vive.
 
I terziari partecipano pienamente alla missione della Chiesa poiché la chiamata alla santità è di tutti nella perfezione dell'amore, il terziario quindi deve esserne profondamente  convinto e testimoniare  in prima persona  la sua appartenenza all'Ordine.
 
L'ideale  del Carmelo è la preghiera, cioè stare con  Dio in conversazione amorevole e amichevole. L’orazione è la nota dominante che dà tono ed armonia alla giornata carmelitana a cui si aggiunge il silenzio, silenzio del cuore per ascoltare Dio e il prossimo.
 
Il laico, come lievito  nella massa, è chiamato per vocazione da Dio a santificare il mondo dal di dentro in quanto membro della Chiesa e membro della società civile in cui si svolge la sua vita quotidiana.  
 
Padre Domenico ha inoltre sottolineato la necessità di una formazione permanente: la Buona novella deve mirare a promuovere la dignità dell’uomo, ad accrescere cultura, scienze e impegno politico ed economico. I laici  cristiani devono essere testimoni di come la fede cristiana sia la risposta pienamente valida ai problemi, alle aspettative che la vita presenta ad ogni uomo del nostro tempo e della nostra società. Ha anche ribadito la familiarità che come carmelitani dobbiamo avere con Maria, madre e sorella, rivestendo il suo abito, lo scapolare, le sue virtù.
 
Dopo la Celebrazione Eucaristica è stato consegnato ai convenuti l’immagine di San Francesco con l’Inno all’amore dell’apostolo Paolo.
 
Nella gioia fraterna dello stare insieme i terziari hanno consumato il pranzo in un ristorante a Paola e vissuto un momento di convivialità. Ritemprati dalla sosta i convegnisti hanno nel pomeriggio ripreso il cammino sui passi di San Francesco vistando, pregando e meditando nei luoghi dell'eremitaggio del Santo.
 
La giornata si è conclusa con il saluti di rito e l'arrivederci al prossimo incontro.
 
Marisa  Fotia Martino